Leggere un Libro Aperto | AppenninoBlues racconti di Appennino

Leggere un Libro Aperto

fioriture dal libro aperto cimone
calendario escursioni appennino bolognese

Una montagna con un nome evocativo ed un paesaggio da sfogliare dopo ogni curva del sentiero.

Taburri - Libro Aperto

Si chiama Libro Aperto ed è probabilmente il nome più bello che si possa dare ad una montagna. A due montagne, perché sono due le vette che da lontano creano questa illusione di un grande libro adagiato sul crinale tosco emiliano. Un libro tutto da leggere.

Questo toponimo appare sulle mappe geografiche solo in tempi piuttosto recenti. Monte Rotondo e Monte Belvedere, poi fusi in un unico nome dalla fantasia dei viaggiatori.

Monte Libro aperto al tramonto visto dal Lago Scaffaiolo
Vista sul Libro Aperto al tramonto

L'itinerario comincia subito alla grande. Appena lasciati i Taburri alle spalle, un antico insediamento di pastori ora trasformato in rifugio da cui parte l'itinerario, ci immergiamo nelle freschissime cascate del Doccione, il più significativo salto d'acqua del modenese. È una piccola deviazione dall'anello principale, un breve e ripido avanti indietro, un respiro, che ci farà ammirare tutta l'energia di un piccolo torrente. La stessa energia che diventerà nostra alla fine dell'itinerario avendo percorso tutto il dislivello che dà forza a quelle acque.

cascate del doccione, valle del fellicarolo, monte libro aperto
Cascate del Doccione, primo salto

Con molta grazia saremo condotti lungo un fresco e poco ripido stradello fino ai quasi invisibili resti di Serralta di qua, un paese di cui ignoro storie e memorie. Qui esiste un rifugio autogestito, senza corrente elettrica e con l'acqua potabile disponibile in una fonte esterna, che potrebbe permetterci di vivere una fantastica esperienza di vita montanara come in un lontano tempo. Gran Mogol si chiama ed il nome è tutto un programma.

È a questo punto che l'itinerario cambia improvvisamente la sua fisionomia, la mulattiera diventa ripidissima e si inerpica senza tregua verso l'alto. Il fiatone ci farà parlare di meno e riflettere di più ed in poco tempo supereremo il limite della vegetazione e saremo travolti da un panorama straordinario.

Panorama sul Monte Cimone
Il Monte Cimone appare improvvisamente

Tutto in una volta scopriremo le praterie di alta quota con sensazionali fioriture, la vista mozzafiato sulle montagne circostanti ed ancora su. Vedremo le bianchissime rocce calcaree del Pizzo dei Sassi Bianchi, gli scheletri di faggi secolari dal Pizzo delle Stecche e poi Lui, l'immenso e fantastico Libro Aperto.

Monte Libro Aperto Appennino tosco emiliano
Il profilo di Monte Rotondo, la pagina sud del Libro Aperto

E proprio come un libro solo da vicino ci mostrerà la sua essenza di roccia, dovremo faticare, quasi scalare le sue vertigini ripide per ammirare poi un panorama quasi senza confini e tutto ad un tratto ci accorgeremo di essere piccoli uomini all'interno di una storia, all'interno di un libro.

È qui che in primavera fra giugno e luglio ammireremo le rarissime fioriture di rododendro ferruginoso che chiazzano di rosso il versante est, un relitto glaciale presente in Appennino solo qui ed in una sperduta stazione delle Apuane, e poi i bianchissimi anemoni di narciso, astri alpini arancioni e viola, botton d'oro, i batuffoli degli eriofori, la gialla viola calcarata e tantissime altre specie colorate che rinnovano lo stupore passo dopo passo.

Ma arrivati in vetta l'itinerario non è finito, prima ammireremo il profilo dello spartiacque fra emilia e toscana che sembra la schiena di un verdissimo drago e poi continueremo in discesa toccando le meraviglie che prima vedevamo solo da lontano, come il Pizzo dei Sassi Bianchi ed il panoramico Monte Serruca, montagne minori ma che ci stupiranno con alberi secolari e splendide visioni panoramiche.

Crinale tosco emiliano spartiacque sentiero 00
Il profilo di drago del crinale toscoemiliano

Il ritorno ai Taburri concluderà un'esperienza fantastica su uno dei più begli itinerari dell'Appennino settentrionale, un luogo miracolosamente lasciato intatto da impianti di risalita, strade e strutture turistiche, insomma una bellezza intatta e puramente appenninica.

Informazioni

 11,0 km Sì
 1009 m 1937 m
 1009 m 1180 m
 5-7 h Sì
 Media No
 N 44.170 E 10.736
Cosa significa?

Si tratta di un itinerario lievemente impegnativo per via del dislivello concentrato in pochi chilometri. La salita all'ultima vetta del Libro Aperto presenta un piccolo passaggio attrezzato con catena d'acciaio, non è un passaggio difficile, ma occorre prestare un po' di attenzione.

La partenza è dal Rifugio Taburri (località Fellicarolo, Fanano, MO) raggiungibile in auto dopo un tratto di strada sterrata ben tenuta.

Periodi consigliati: da tarda primavera ad autunno, ideale ad inizio luglio per le fioriture.

Acqua sul percorso: solo nella prima parte. Alla partenza, al rifugio Gran Mogol e prima del Pizzo delle Stecche.

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mappa itinerario taburri - libro aperto appennino modenese
Mappa Taburri - Libro Aperto

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